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Normativa bagno disabili: oltre le Barriere

I sanitari bagno e gli ausili per disabili sono progettati e prodotti per fruitori diversamente abili per renderne possibile l’utilizzo in totale sicurezza e in autosufficienza anche a persone con difficoltà motorie nel rispetto delle norme e dignità della persona.

I dettami della normativa in fatto di sanitari per fruitori diversamente abili pone delle precise regole e misure che gli architetti devono seguire al fine di progettare un bagno che vada oltre le barriere della disabilità. Alcuni accorgimenti, nella disposizione e nella forma dei sanitari da adottare, sono intuitive. Per esempio, nel momento in cui entrate in un bagno per fruitori diversamente abili vi accorgerete che:

I wc sono pensati proprio al fine di consentire il trasferimento dalla carrozzina o agevolare il movimento di alzarsi e sedersi. Per questo sono realizzati più alti dei comuni sanitari e ci sono modelli dotati di un’apertura frontale per facilitare l’igiene personale con doccetta (funzione bidet); images (4)

I lavabi sono di tipo sospeso, ergonomici, con bordo anteriore concavo per facilitare l’uso e possono essere dotati di meccanismi manuali o pneumatici per la declinazione;

La rubinetteria presenta una leva clinica, elettronica o temporizzata.

Inoltre, accanto ad ogni apparato igienico deve essere installato un adeguato corrimano o maniglione per consentire il trasferimento e l’uso anche a persone con ridotta o impedita capacita motoria.

Obiettivo dei decreti (D.P.R.) n. 384/78 e 236/89 il cui campo di azione nonché le indicazioni tecniche di riferimento sono contenute nella circolare ministeriale L.L. P.P. n. 1669, è quello di regolamentare le condizioni di vivibilità e sicurezza di ogni ambiente abitativo, sia pubblico che privato.

Ciò che in particolare interessa la presente analisi è la disciplina e la regolamentazione dei requisiti ritenuti indispensabili per la sicurezza dei servizi igienici riservati ai Disabili.

Se volessimo sintetizzare gli obblighi di norma, essi si riducono a poche prescrizioni che sinteticamente sono:

Zona Lavabo: Il lavabo deve essere di tipo a mensola, con bordo anteriore a 80 cm dal pavimento con spazio libero sotto almeno 70/75 cm. Lo spazio di avvicinamento deve essere di 80 cm, il rubinetto deve essere del “tipo a leva” e lo specchio deve essere fruibile per tutti (bambini o chi seduto su sedia rotelle) quindi o abbassato vicino a bordo o reclinabile.

Zona wc: Il wc deve avere altezza della seduta a 45/50 cm, preferibile del tipo sospeso, deve sporgere dal muro 75/80 cm per l’accostamento della carrozzina e posizionato a 40 cm dalla parete con spazio di manovra dall’asse minimo 100cm, sono da prevedere maniglioni orizzontali su un lato e ideale una barra ribaltabile sull’altro, posti a 80 cm, pulsante di scarico e portarotolo in posizioni comode e facilitate – obbligo di campanello.

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Zona doccia: In caso di doccia, il piatto deve essere filo pavimento e consigliato un sedile posto a 50 cm da terra e prevedere maniglioni posti a 80 cm.

Verso una fruizione completa: Accessibilità, Visibilità e Adattabilità

Alla normativa descritta in precedenza occorre però accorpare il decreto 236/89 che introduce per la prima volta i concetti di accessibilità, visibilità e adattabilità. Si tratta di criteri progettuali che discriminano in maniera precisa il tipo di intervento a seconda delle tipologie abitative.

Il concetto di accessibilità rappresenta il grado più alto di utilizzo dello spazio costruito. Per accessibilità s’intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.

La normativa prevede che debba essere garantita l’accessibilità: per i percorsi esterni e le parti comuni di tutti gli edifici e, inoltre, che sia accessibile   almeno il 5% degli alloggi di edilizia residenziale sovvenzionato (con un minimo di un’unità immobiliare per ogni intervento); per gli ambienti destinati ad attività sociali (come quelle scolastiche, sanitarie, culturali,   sportive); per gli edifici sedi di aziende o imprese soggette alla normativa sul collocamento   obbligatorio.

Nelle strutture destinate ad attività sociali e limitatamente ai servizi igienici, il requisito s’intende soddisfatto se almeno un servizio igienico per ogni livello utile dell’edificio, è accessibile alla persona su sedia a rotelle. Negli edifici sedi di aziende e imprese, invece, deve poter essere accessibile almeno un servizio igienico per ogni nucleo di servizi igienici previsto.

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Il secondo termine che aggiunge una caratteristica in più al macro concetto di fruibilità è quello di visibilità.

Con questo termine si vuole indicare un più ridotto grado di fruibilità dello spazio, limitando l’accessibilità ad alcune parti dell’edificio (quelle di relazione e i locali igienici). Ogni unità immobiliare, qualsiasi sia la sua destinazione deve essere visitabile in particolare gli edifici residenziali (di cui non sia già stata richiesta l’accessibilità). Questo criterio si ritiene soddisfatto se: una persona in carrozzina può raggiungere gli alloggi; accedere alla zona soggiorno pranzo e ad un servizio igienico. Nei luoghi di lavoro; servizio ed incontro sono visitabili gli spazi in cui il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta. Nel locale igienico, la persona in carrozzina può arrivare in prossimità del lavabo e del WC (anche senza l’accostamento laterale per la tazza WC e frontale per il lavabo).

Infine, il termine adattabilità, completa il superamento delle barriere.

Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Questo criterio non stabilisce pertanto dei requisiti dimensionali da attuare al momento, quanto la possibilità di garantire in futuro la completa accessibilità. Detto criterio si applica a tutti gli edifici per i quali non sia già richiesta l’accessibilità o la visitabilità. Nei casi di adeguamento è consentita l’eliminazione del bidet e la sostituzione della vasca con una doccia a pavimento al fine di ottenere anche senza modifiche sostanziali del locale, uno spazio laterale di accostamento alla tazza WC e di definire sufficienti spazi di manovra. images (3)

Le prescrizioni normative, se seguite alla lettera, contribuiscono a regolamentare dei criteri per cui il concetto di disabilità tende a sfumare per accedere a quello di abilità. Occorre che nella fruizione dell’ambiente-bagno tutti i fruitori siano a proprio agio.

Il rispetto di questi criteri garantisce la soddisfazione e il comfort di un fruitore diversamente abile.